Tra Costiera Amalfitana e Cilento: Salerno # 1

Tra Costiera Amalfitana e Cilento: Salerno # 1

15 Maggio 2019 0 di Dario

La Costiera Amalfitana e il Cilento sono importanti mete turistiche grazie al fascino dei paesaggi, della storia e della bontà del cibo. Non volendo, ciò spinge i turisti a considerare distrattamente la città di Salerno come un semplice ponte di passaggio, magari per una veloce passeggiata sul lungomare Trieste e un soggiorno notturno per poi ripartire a tutta birra verso le loro destinazioni pianificate. In realtà c’è molto di più dietro al lungomare e alle chiacchierate luci natalizie: c’è un cuore, un po’ sonnolento forse, ma ricchissimo di storia che parte dal VI secolo a.C., ovvero dall’epoca degli etruschi. Ma avremo modo di parlare delle sue antichissime origini nei prossimi articoli, visitando l’importante museo di Pontecagnano e il castello Arechi.

Oggi parlerò della lunga passeggiata che invece mi ha portato nei caratteristici vicoli del centro storico, alla ricerca di ristoranti e osterie stuzzicanti, ammirando le numerose piccole chiese di epoca Medioevale e visitando due punti di grande interesse storico/culturale: la Cattedrale di San Matteo e il Giardino della Minerva.

Una via del centro storico di Salerno.

Il mese di Maggio non è un periodo di alta stagione, i turisti stranieri non mancano ma riesco a svicolare facilmente tra le stradine che si intersecano con Via dei Mercanti, arteria principale del centro storico ricca di locali e botteghe, la quale si incrocia con una strada altrettanto importante: Via Duomo. Proprio da questo incrocio, salendo per qualche metro e aiutato dalla brezza insolitamente fresca, giungo alla Cattedrale di San Matteo, principale luogo di culto della città.

Esteticamente, ai piedi della grande scala, non suscita particolari emozioni il suo stile barocco molto sobrio. Ma, una volta attraversata la soglia del grande portone d’ingresso, colpiscono la particolarità del quadriportico romanico con i suoi colonnati e loggiati finemente decorati, e l’imponenza del campanile arabo/normanno addossato al duomo sul lato meridionale.

Il quadriportico romanico in notturna.
Il campanile arabo/normanno.

L’interno della chiesa è una struttura a tre navate in stile seicentesco con diverse tracce di origine medievale, comprensibili dagli affreschi rinvenuti di scuola giottesca. Sono notevoli, ai lati del coro ligneo, gli amboni in stile bizantino, decorati magnificamente con pietre policrome.

Interno della cattedrale.

Il pezzo forte della chiesa però è la cripta. Basta oltrepassare una porta nella navata sinistra e scendere alcuni scalini per ritrovarsi in un ambiente di grande rilevanza artistica. Gli affreschi di Belisario Corenzio, i marmi di Francesco Ragozzino e la perfetta restaurazione rendono l’ambiente un affascinante gioiello barocco da contemplare nel silenzio più sacro.

Cripta di San Matteo.

Giunta ora di pranzo, la scelta dei ristoranti è vasta. Si va dal bistrot raffinato all’osteria tradizionale; non mancano anche i locali fusion giapponese ma, nel mio caso, propenderò per una cucina legata al territorio. La preferenza va al ristorante Hydra, un locale elegante e minimal nel centro storico che propone una gastronomia innovativa abbracciando specialità di “mare” e “terra” con materie prime stagionali. I piatti gustati, inseriti nel menu smart lunch (calice di vino incluso, dessert escluso) per un rapporto qualità/prezzo di alto livello, sono i seguenti con relative foto:

Crostini di pane con basilico e paté di acciughe e pomodori secchi.
Paccheri alla bolognese con salsa di bufala.
Calamaretti in zuppetta primavera.
Caprese tiepida con cremoso al pistacchio.

Il tutto accompagnato da un calice di vino Falanghina bianco Luigi Caggiano 2016, per un’atmosfera più rilassata e lounge. A proposito di vini, è doveroso evidenziare la loro carta ben nutrita di etichette note e meno note come Elena Walch Gewürztraminer Kastelaz 2016 oppure Tenuta San Guido Le Difese 2013.

Prosit!

L’esperienza gastronomica è stata più che soddisfacente per riprendere il cammino in forze verso il Giardino della Minerva. Doveroso è un accenno ad altri locali provati personalmente in passato e che non hanno mai deluso: Osteria dei Canali e Vasilicò per chi cerca la cucina tradizionale cilentana, Mariterraneo e Il Pacchero per chi vuole un menu specialmente a base di pesce tra tradizione e innovazione. Menzione d’onore va a Botteghelle 65, salumeria storica vicinissima al duomo, che vanta un’ampia selezione di prodotti tipici locali da gustare su tavolini all’aperto o nella sala adiacente alla bottega.

Il Giardino della Minerva era uno dei fiori all’occhiello della famosa Scuola Medica Salernitana. Nel secolo VI a.C., Pitagora di Samo e i suoi seguaci, perfezionarono la dottrina legata al concetto di “armonia” che regge e governa la composizione della materia; un’armonia in continuo sbilanciamento date le forze in opposizione insite in qualunque cosa dell’Universo. Per i Pitagorici, la vita in squilibrio era formata dai canonici quattro elementi: terra, aria, fuoco e acqua, cui corrispondono quattro qualità: caldo, freddo, secco e umido. Gli umori dell’uomo erano considerati gli elementi della vita sopracitati in rapporto diretto con le quattro qualità, le quali erano usate anche per classificare le piante del Giardino in modo da stabilire l’erba o il seme più adeguato per curare il malessere dei pazienti.

Grazie ad attenti restauri, oggi il Giardino rivive di nuovo con le sue numerose specie di piante, i suoi caratteristici terrazzamenti e il suo sapiente sistema di canalizzazione e distribuzione dell’acqua.

Una delle varie fontane presenti nel Giardino.
Il cuore del Giardino, con la classificazione “armonica” incisa a terra.
Un caratteristico portico.

Per concludere la visita in gran stile, si può usufruire della tisaneria I Sapori di Nemus all’interno del complesso per acquistare prodotti particolari (come il buonissimo cioccolato di modica alla cannella) ottenuti dalla collaborazione con produttori locali per valorizzare le tipicità locali. Ovviamente, essendo una tisaneria, si possono anche gustare all’aperto infusi caldi o freddi concepiti utilizzando esclusivamente piante aromatiche e spezie provenienti da agricoltura biologica. Nel mio caso, data la lunga passeggiata, ho optato per la Silvatica: una bevanda fresca a base di menta, liquirizia e rosmarino. Una goduria.

L’esterno della tisaneria con, in primo piano, quel che rimane del mio infuso.

La giornata volge al termine e l’orario di cena si avvicina. Perché non gustare una buona pizza?

Una decina di anni fa, a Salerno, le pizzerie di ottimo livello si contavano quasi in un mano. Con il passare del tempo, sono diventati di primaria importanza certi aspetti quali l’esecuzione dell’impasto e la qualità delle materie prime, di conseguenza le pizzerie degne di nota sono aumentate a dismisura. Una di queste è Radici (nome fantastico!), locale situato nel quartiere Pastena, che propone una ghiotta scelta di fritti, pizze classiche e innovative, dolci e birre artigianali in un ambiente all’apparenza rustico ma curatissimo nei dettagli. Di seguito, alcune foto della mia personale esperienza:

La birra artigianale Una Chiara del birrificio Fiej.
Una stratosferica montanara.
La pizza Patata Conzata: provola di bufala, patate al forno con rosmarino, salsiccia, olio delle colline cilentane e basilico.

Ciò che ho letteralmente divorato potrebbe essere considerato “pesantuccio” a molti, ma posso garantire che la doratura della montanara e l’impasto della pizza sono ad alti livelli di leggerezza.

Tra le pizzerie presenti sul suolo salernitano, vale la pena consigliare anche la storica Re di Denari, l’originale Màdia (la quale avremo modo di visitare a brevissimo) e la tipica Criscemunno.

Alla fine, come si suol dire, “pancia piena cerca riposo”. In città gli alberghi non sono molti mentre abbondano i B&B soprattutto nel centro storico. Per esperienza personale, mi sento di nominare gli hotel Montestella e Plaza, entrambi centralissimi e a pochi passi dalla stazione ferroviaria, oppure il B&B Vinto House a metà strada tra centro storico e ferrovia. Chi preferisce qualcosa di più intimo e nascosto nel cuore della città antica, potrebbe optare per i B&B Petros Room e Il Vicolo della Neve.

E’ tutto per la prima giornata in quel di Salerno, ma c’è ancora altro di cui trattare. Nuovi locali e nuove attrazioni storiche da esplorare nella prossima puntata a prestissimo!