Il tempo si è fermato a Eboli.

Il tempo si è fermato a Eboli.

7 Giugno 2019 Off di Dario Tomasiello

La Campania, a partire dal Neolitico, è stata popolata da svariate civiltà che fondarono piccoli ma numerosi insediamenti in luoghi consoni per attività legate all’agricoltura e alla pastorizia fino a sviluppare delle città molto importanti nei secoli a venire. Nello scorso episodio è stato illustrato il variegato circondario di Pontecagnano Faiano (andate qui per saperne di più!), oggi sarà il turno della vicina Eboli: un piccolo comune sulla fertile Valle del Sele, circondato da campi agricoli e verdeggianti colline.

Il territorio ebolitano fu frequentato già nella preistoria per poi essere abitato in successione da civiltà dell’Età del Bronzo, da Villanoviani e da Romani. Proprio questi ultimi posero le fondamenta più importanti per la costituzione di un municipium facendo fiorire l’economia dedita al commercio e alla produzione della ceramica.

Una via del centro storico di Eboli.

Testimonianze degli antichi popoli sono visibili al Museo Archeologico Nazionale oppure, per maggiore appagamento, visitando piccoli siti storici sparsi per la cittadina. Ad esempio, vicino al Santuario dei SS. Cosma e Damiano, si ammirano i resti di un antico quartiere artigiano con tre fornaci Romane ben conservate e, allontanandosi dal centro verso Località Paterno, si possono scorgere le fondamenta di un’antica Villa Romana.

Nonostante la caduta dell’Impero Romano e il saccheggio da parte dei Saraceni, Eboli non sparì nel nulla ma sopravvisse con i suoi casali a Montedoro che furono presi in possesso da Longobardi e, successivamente, Normanni i quali edificarono importanti strutture come il Castello Colonna e la magnifica Badia di San Pietro alli Marmi, tutt’ora convento operativo dei frati cappuccini.

La Badia di San Pietro alli Marmi.

Il discreto potere accumulato durante il Medioevo rese Eboli un centro lodevole di attenzioni da parte degli Angioini prima e degli Aragonesi dopo. La presenza costante dei reali contribuì ad un maggiore sviluppo sociale ed economico a tal punto da circondare la cittadina di possenti mura difensive.

L’attuale centro storico conserva ancora la bellezza dei tempi più spensierati, un labirinto di viuzze adornate da antichi portali e archi a comporre nobili palazzi ed umili abitazioni. Purtroppo, di tanto in tanto, si notano edifici abbandonati e solo parzialmente restaurati dopo i terribili bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e il terremoto dell’Irpinia del 1980.

Per approfondire la storia contemporanea del territorio c’è il MOA, il Museum of Operation Avalanche, dedicato allo sbarco alleato sulle coste del golfo di Salerno avvenuto il 9 settembre 1943.

Nei meandri dei quartieri più antichi.
L’urbanistica è simile a quella di un borgo arroccato.
Tra i vicoli si nascondono alcune chiese.

Fantasmi del passato.
Bellezza medievale.
Molte palazzine sono collegate da piccoli archi.

Gli scorci suggestivi non mancano.
Edifici rimessi a nuovo si alternano ad altri di origine più antica.
Corso Garibaldi.

Il Castello Colonna a sinistra e la Badia di San Pietro alli Marmi a destra.

Ma Eboli non è solo storia: altra sua caratteristica attrattiva, che strizza l’occhio all’escursionismo, sono i percorsi naturalistici presenti sulle colline ai piedi dei Monti Picentini. Elencandoli in ordine di vicinanza al centro abitato, sono:
Percorso dei Mulini, sentiero completamente immerso nel verde che segue un lungo torrente partendo da Ermice;
Percorso dell’Acropoli, una piacevole camminata nell’area ove furono ritrovati i resti dei primi insediamenti che parte in corrispondenza del “serbatoio” d’acqua dell’Ermice e arriva fino ai confini del Perco Regionale dei Monti Picentini;
Percorso di San Donato, all’interno del parco comunale omonimo che si estende per 25 ettari partendo dalla cima della collina San Donato.

Incamminandosi verso il Percorso dei Mulini.
Mulino e pizzeria di Zì Matteo ormai disabitati.

Il caratteristico ponticello in legno attraversa il torrente Tufara.
Una piccola ma suggestiva cascata.
Resti di un antico mulino.
Tra le mura in pietra si riconoscono ambienti che fungevano da frantoi.
Il torrente si snoda vorticosamente tra ciottoli e massi.
Negli anni passati sono state compiute varie opere di canalizzazione delle acque.
Il bellissimo laghetto nominato “Buatta”.
I percorsi naturalistici sulle colline consentono panorami suggestivi.

Le passeggiate nel verde contribuiscono alla purificazione dello spirito e alla venuta di un certo languorino. Per questo il centro di Eboli offre una nutrita scelta di locali ove consumare un pasto di qualità che sia immediato e senza fronzoli o spensierato e ricco di attenzioni.

Per i cultori del cibo da strada (in questo caso panini) curato con ottime materie prime da gustare stando comodamente seduti in un ambiente steampunk c’è PanGurmé, altrimenti gli avvezzi alla cucina tradizionale e rispettosa del prodotto a km 0 possono trovare gioia da VicoRua Pizza & Giardino, bel ristorante dalle mura in pietra dotato anche di dehors esterno.

Livelli “stellari” di accoglienza e tecnica culinaria si raggiungono da Il Papavero, ristorante insignito della stella Michelin sito in Corso Garibaldi. Il locale con un numero ristretto di coperti è stato ricavato da un vecchio appartamento poi ristrutturato ed arredato con eleganza e creatività. Il menù variegato, la carta dei vini e la particolarità delle portate sottolineano la conoscenza e la cura nei dettagli dello chef Fabio Pesticcio rendendo ancor più strabiliante il rapporto qualità/prezzo dell’esperienza.

Un classico del 2019: Lasagnetta grigliata con spuma di provola affumicata e pomodori confit.
Tornando al 2023: caloroso benvenuto dello chef.
Ricciola, ciauliello ed alghe.
Pollo e patate.
Pasta mista, polpo e spuma di patate.
Baccalà, erbe aromatiche e scapece.
Pelle del baccalà croccante ed aromatizzata.
Cioccolato, nocciola, fichi secchi, Strega e tabacco.
Coccole finali.

Tali ristoranti raggiungono elevate vette di qualità partendo dalla selezione accurata delle materie prime presenti sul territorio. E ad Eboli, di imprese agricole, ce ne sono in abbondanza grazie alle sue fertili pianure.

Molte sono le ditte che lavorano nel campo dell’agricolture e alcune di esse consentono la vendita diretta. Merita una menziona in particolare Bio BaCo, piccola azienda di famiglia che dispone di un terreno di modeste dimensioni in località Contrada impegnata nella coltivazione di una gran varietà di frutta e verdura in quantità limitata. I prodotti molto contenuti dipendono dalla crescita dei frutti che avviene in modo naturale secondo le stagioni e utilizzando (quando necessario) esclusivamente concimazione biologica. Oltre alle attività di agricoltura si aggiungono la produzione di marmellata di arance e limoni e di uova di galline rese ben pasciute con grano, mais e avena.

Marmellata di limoni e arance.
Le ciliege.
Una sontuosa lattuga romana.

Il silenzio percepibile lungo i vicoli del centro storico, immutabile e potente come lo è la natura selvaggia presente sulle colline, ha dell’incredibile. Nonostante la poca rilevanza nel panorama turistico, Eboli sfoggia tradizioni e paesaggi affascinanti per coloro che cercano la semplicità, lontani dall’eccessivo turismo di massa che smuove pedine in favore del denaro e, talvolta, dimentica l’importanza di esser genuini.

Eboli vista dalla collina di Montedoro.