Ritorno in Irpinia: l’insospettabile bellezza di Lauro e Taurano.

Ritorno in Irpinia: l’insospettabile bellezza di Lauro e Taurano.

25 Gennaio 2020 Off di Dario

Dopo una lunga (e meritata) pausa natalizia, si ritorna alla scoperta dei luoghi più affascinanti della Campania riprendendo il filo lasciato nell’ultimo viaggio: l’Irpinia, antica terra nella provincia di Avellino calpestata dal lontano paleolitico.

La natura sul Poggio Boschitiello tra Forino e Moschiano.

I paesaggi boschivi, ricchi di noccioleti e castagneti, si alternano a elevati picchi montuosi e ampie vallate punteggiate da silenziosi borghi rurali. Tali caratteristiche sono l’espressione assoluta dell’Alta e Bassa Irpinia dove natura e storia si uniscono e raccontano meravigliosamente il territorio.

Tornando da quel gioiello chiamato Zungoli (per saperne di più, leggete qui!) in direzione di Nola, si scopre un altro luogo molto suggestivo nascosto nella valle boscosa circondata dalla piccola catena montuosa del Pizzo d’Alvano e del Monte Cresta: lo storico borgo di Lauro.

Tipico paesaggio della Bassa Irpinia.

L’area del comune, il cui nome deriverebbe da laurus (ovvero “alloro”, probabilmente la pianta abbondava nei boschi in tempi antichi), era già abitata all’epoca dei Romani i quali non lesinarono sulla costruzione di nobili dimore da villeggiatura. Testimone importante di tale periodo, situato a pochi metri da Taurano, è la villa Romana San Giovanni In Palco la quale mostra chiaramente la ricchezza dei patrizi romani con l’imponente struttura costruita su ben tre livelli ove è ben conservato anche un immancabile impianto termale; altre rovine romane di valore relativamente minore sono ubicate a Contrada Pantanelli e Contrada Torre. Per ammirare il complesso di San Palco, suggerirei di informarsi a dovere sugli orari di apertura dato che potrebbero verificarsi delle chiusure “straordinarie” quando meno ce lo si aspetta.

Per quanto i Romani apprezzavano tali luoghi immersi nella natura comunque non formarono un nucleo abitativo, infatti il periodo che vide la nascita della vera e propria cittadina fu subito dopo l’arrivo dei Normanni, ovvero durante l’epoca dei feudi grazie alla presenza delle note e potenti famiglie San Severino, Orsini, Lancellotti e Pignatelli. C’è da dire però che una parte di lustro di Lauro fu dovuta anche alla presenza del castello longobardo/normanno datato 976 il quale fu ricostruito da Filippo Lancelotti nel 1876 dopo la distruzione causata dai repubblicani francesi come punizione per la posizione assunta dai lauretani contro la Repubblica Partenopea. Oggi, il Castello Lancellotti, si presenta esteticamente perfetto per rievocare atmosfere fiabesche complice lo studiato connubio tra stili che vanno dal gotico al rinascimentale. Tramite prenotazione è possibile visitare i giardini e le sale del maniero in cui sono conservati numerosi reperti quali antiche carrozze, armi medievali, oggetti farmaucetici e migliaia di libri cinquecenteschi/seicenteschi.

L’ingresso al maniero in Piazza Castello.
Il Castello Lancellotti in tutto il suo splendore.

Tuttavia, prima di cominciare l’escursione del centro di Lauro ai piedi del castello, è consigliatissima una puntatina presso il borgo di Taurano che, nonostante le sue piccole dimensioni, possiede una storia e un’attrattiva di tutto rispetto.

Una via del centro storico di Taurano.

Nel secondo millennio a.C. era già esistente un’antica civiltà, Fraconia, dedita alla pastorizia e all’agricoltura la quale scomparve a causa delle devastazioni degli Osci prima e dei Romani dopo. In epoca Romana, come già specificato qualche riga più sopra, il territorio divenne un ambito luogo di villeggiatura ricco di ville patrizie di cui oggi se ne possono visitare alcune rovine sparse tra le frazioni circostanti; nel Medioevo, l’insediamento di Taurano costituito per lo più da fuggiaschi sfuggiti ai Barbari dopo la caduta dell’Impero Romano, divenne parte del feudo di Lauro grazie alla crescita esponenziale di quest’ultimo. In tal modo anche il piccolo borgo potè vivere un discreto periodo di agio al quale non mancarono in ugual modo, purtroppo, eventi tragici come la repressione dei soldati francesi durante la Repubblica Partenopea. Nonostante gli avvenimenti burrascosi, inclusa la convinta partecipazione ai moti carbonari nel 1821, oggi il piccolo centro storico è una vera e propria gemma rurale dal fascino antico ma restaurato e rinfrescato da tanti murales d’autore.

Il campanile della Madonna del Rosario.
Molti anfratti del paese sono decorati da bellissimi murales.
Caratteristico vicolo di Taurano.

Lauro si presenta leggermente diversa, più moderna oltre che inevitabilmente più grande: seguendo la strada che scende dal castello, si raggiunge Piazza Municipio in cui fa bella mostra di sè il Palazzo Mastrodattia e la Chiesa di S. Margherita e S. Potito ricostruita dai tristemente noti incendi punitivi dei francesi. Di fianco al municipio, vi è l’antica Torre Civica che funse (e tuttora funge) anche da ingresso all’antico borgo le cui strade si attorcigliavano ai piedi del castello.

Il Palazzo Mastrodattia, attuale municipio di Lauro, e la Torre Civica a sinistra.
L’antica Via Terra sottostante al castello.
Il Castello Pignatelli è visibile da varie piazze del comune.

Un altro monumento rappresentativo, a sottolineare l’importanza che aveva assunto il feudo, è la Porta di Fellino, bellissimo arco d’ingresso in pietra bianca datato XVII secolo che consentiva l’accesso al casale di Fellino.

La Porta di Fellino.
Un’altra veduta del castello dalla chiesa San Filippo Neri.

In tempi più recenti, Lauro diede ai natali uomini illustri come Ferdinando Pandola il quale, dopo la prigionia in epoca borbonica per evidenti idee liberali, venne eletto deputato del Parlamento del Regno d’Italia nel 1867. Merita menzione anche Umberto Nobile: generale, progettista e realizzatore di dirigibili che capeggiò la prima spedizione in dirigibile al Polo Nord nel 1926.

Alla fine, nonostante le dimensioni ridotte dei due comuni, la presenza di interessanti monumenti e di centri storici da scoprire passo dopo passo rendono lo scorrere del tempo piacevole e, purtroppo, molto veloce.
Ma per quanto riguarda il vitto? Su questo punto, non c’è grande entusiasmo: mancano locali di rilievo nelle immediate vicinanze a meno che non ci si allontana verso Forino, raggiungendo il ristorante La Vecchia Casa per gustare un’ottima cucina tipica dell’Irpinia, e Quindici, ove si può gustare l’eccellente pizza napoletana di Avelli. Altrimenti, se si è diretti verso Napoli, non è da disdegnare un passaggio per Nola dove la scelta gastronomica è maggiore: notevoli sono i ristoranti Le Baccanti e Habituè – Vin&Cuisine dove i piatti viaggiano tra innovazione e tradizione con un occhio attento anche nella presentazione. La personale esperienza gastronomica è avvenuta tra le confortevoli mura di Eccellenze Nolane, “agriturismo di città” in cui le materie prime stagionali e a km 0 (verdure in primis) variano di giorno in giorno in base alla disponibilità. Infatti non esiste un menù alla carta, tutto viene detto a voce ma non si rischia di scordare le portate proposte poiché la scelta è abbastanza ristretta. Ristretta ma sufficientemente varia da soddisfare i palati più pretenziosi.

Il benvenuto: crostino con ricotta di pecora e melanzane sott’olio.
Orecchiette fatte in casa con pomodorini gialli. A richiesta, si poteva aggiungere la provola o la salsiccia sbriciolata.
Costolette di maiale con papaccelle.
Panna cotta da abbinare con le marmellate della casa: mela annurca, pomodoro San Marzano e zucca (gentilmente regalate a fine pasto!).

Da Nola si apre un immenso oceano di itinerari: a pochi chilometri distano grandi comuni ricchissimi di cultura, come lo è in linea generale tutta la provincia di Napoli. Nel mio caso andrò dalla parte opposta per approfondire alcuni luoghi lasciati un po’ in disparte, forse perché molto piccoli e difficili da raccontare nella maniera giusta ma che meritano di essere impressi nella memoria. I prossimi obiettivi, dunque, saranno dalle parti di Eboli e, molto probabilmente, nel lussureggiante Vallo di Diano. Dove di preciso? Lo scoprirete prossimamente!