Ritorno sulla costiera Amalfitana: Positano e la sua variopinta verticalità.

Ritorno sulla costiera Amalfitana: Positano e la sua variopinta verticalità.

15 Luglio 2020 Off di Dario

Eccomi di nuovo a scrivere piccoli racconti di viaggio dopo un lungo stop forzato. Sebbene il tempo trascorso si è rivelato una sorta di vacanza (in prigione), non nego che ritrovarmi davanti ad una pagina virtuale da riempire sia piacevole ed estremamente liberatorio. Purtroppo l’emergenza COVID-19 non è terminata e un certo timore misto a nervosismo tra le persone è ancora percettibile spingendo molti di noi a rimanere distanti e chiusi dal punto di vista sociale.

Tuttavia l’estate è esplosa all’improvviso con le sue giornate limpide e calde, ideali per dei fine settimana al mare oppure al fresco tra le montagne. L’appena passato periodo di asfissiante quarantena e il livello basso di contagio sembrano suggerire oggi ai turisti di abbattere le barriere della paura e di raggiungere le mete preferite per brevi o lunghe vacanze, evitando però atti talvolta incuranti della salute altrui. Dunque liberi sì, ma seguendo i principi fondamentali del rispetto reciproco in modo da viaggiare con più tranquillità. Magari come ho fatto io, ritornando sulla soleggiata Costiera Amalfitana in direzione di quel gioiello chiamato Positano.

Positano da via Cristoforo Colombo.

Da Salerno, in poco più di un’ora di traghetto (biglietti facilmente prenotabili su Travelmar), si raggiunge il caratteristico comune marino ammirando la magnifica costiera: ben coccolati dalla brezza marittima, scorrono davanti agli occhi le particolari insenature disegnate dall’acqua e le vette verdeggianti dei monti alle spalle; di tanto in tanto appaiono antiche torri di sorveglianza e caseggiati isolati a rendere lo scenario mistico e pacifico. Qualche metro prima di ancorare al porto, il paese si mostra interamente come una cartolina variopinta grazie alla curiosa verticalità di chiese e abitazioni quasi addossate l’una all’altra. Naturalmente il borgo è raggiungibile anche via auto percorrendo la nota SS 163 partendo da Vietri sul Mare, opzione intrigante per gli amanti “on the road” poiché attraversano tutti i comuni più belli della costiera con la coscienza, però, di incontrare di tanto in tanto qualche piccolo ingorgo.

Vietri sul Mare ai piedi del Monte San Liberatore.
Scorcio di costiera tra Maiori e Minori.
Il belissimo borgo di Atrani.
Amalfi.
Una verde scogliera, del caseggiato bianco, il mare blu: la costiera di Conca dei Marini.

Data l’importanza storica della Repubblica Marinara di Amalfi, si potrebbe sospettare che Positano nacque durante tale periodo come conseguenza del notevole potere di Amalfi, in realtà nel Paleolitico esistevano già degli insediamenti sparsi di cacciatori e pescatori i quali, nel I secolo a.C., lasciarono spazio ai Romani tanto innamorati della costiera da costruirci magnifiche abitazioni patrizie. Edifici dell’epoca purtroppo non abbondano a causa dei terremoti e dell’eccessivo entusiasmo dei nobili di edificare su scogliere ad alto rischio, fatta eccezione per la porzione di villa ben custodita al MAR Positano. Il museo ospita solo un settore dell’abitazione, ovvero la sala da pranzo finemente affrescata che mette in risalto l’alto lignaggio della famiglia romana. Data l’importanza del ritrovamento, gli scavi sono ancora in corso sotto la Chiesa di Santa Maria Assunta, anch’essa parte del complesso museale ove si possono visitare le cripte più e meno recenti con i loro inquietanti putridarium.

La chiesa di Santa Maria Assunta e il suo campanile.
L’interno della chiesa impreziosito da stucchi e dorature di fine ‘700.
Dettagli tridimensionali della stanza romana affrescata.
Gli scolatoi della cripta.
La suggestiva cripta medieveale sottostante alla chiesa.

Nel X secolo si formò un insediamento più grande di quelli precedenti, costituito probabilmente da rifugiati di Paestum i quali edificarono un importante monastero benedettino dedicato a Santa Maria (trasformato poi nella chiesa di Santa Maria Assunta). Con l’arrivo degli Angioini e degli Aragonesi, il borgo come il resto della costiera furono rinforzati nelle difese costruendo numerose torri di guardia (ancora oggi visibili) come difesa contro i pirati Ottomani. Grazie all’inclusione di Positano nella Repubblica Amalfitana a importante snodo commerciale, l’economia si sviluppò in maniera crescente fino al ‘700 consentendo ai cittadini locali di diventare affermati mercanti in trattative con l’Oriente, il Nord Europa e l’America del Sud. Purtroppo il XIX secolo interruppe bruscamente il periodo fiorente con l’arrivo dell’esercito napoleonico e con la maggiore concorrenza commerciale la quale spinse molte famiglie positanesi a trasferire i propri affari altrove.

Il mare e la costa del borgo con alcune antiche torri di sorveglianza.
Scorcio della spaggia di Positano.

Il paese però non cadde in disgrazia, anzi fu fortemente favorito durante il ‘900 da artisti ispirati e da personaggi celebri in cerca di rifugio durante le Guerre Mondiali. Il motivo è lo stesso per cui Positano ebbe un vero boom turistico in tempi più recenti: la pianta verticale del borgo, i vicoli caratteristici disseminati di botteghe e chiesette, l’aria salubre, il paesaggio e i panorami circostanti dal mare alla cima del Montepertuso, tutto nel complesso sembra architettato per rintemprare lo spirito. Di fatto, lo fa.

Naturalmente, come in ogni permanzenza che si rispetti, non solo la vista ma anche il palato vuole la sua parte. La cucina tipicamente di mare viene proposta sia rivisitata che rispettando certe tradizioni locali, tutto dipende dal gusto del visitatore che avrà l’imbarazzo della scelta: per i tradizionalisti è immancabile Da Vincenzo, una vera trattoria dove il pesce fresco e la pasta fatta in casa non mancano mai, ma chi ambisce alla ricercatezza e all’estetica moderna può trovare soddisfazione da Ohimà Brasserie il quale non ha ancora purtroppo annunciato la data di riapertura, i più romantici e sofisticati troveranno gran gioia nel panorama e nel lusso dello stellato La Serra. I ristoranti appena menzionati sono solo una piccolissima parte di quelli presenti a Positano, in realtà dalle spiagge fino a risalire sulla strada statale se ne trovano di qualsiasi tipologia: dal piccolo bistrot panoramico alla trattoria prettamente turistica; basta passeggiare, sperdersi e seguire l’olfatto.

Minuscolo vicolo colmo di negozi e botteghe.
Bougainville a profusione nel viale dei Mulini.
Sole e colori vivaci: caratteristiche del turismo costiero.
Su e giù per il borgo.

La personale ghiotta fermata è avvenuta presso il Next2, raffinato ristorante precedentemente locato in Viale Pasitea che ha preso posto negli incantevoli giardini del Palazzo Murat in via dei Mulini. L’arredamento è elegante e ben studiato nei colori, la discrezione del personale e l’isolamento dal turismo roboante rendono il Next2 un’oasi di pace. Buono il menù che si differenzia da quello serale per la meno ricercatezza dei piatti, tuttavia presenta ottime proposte da abbinare con numerosi vini presenti in cantina. Poca scelta al calice però e l’inserviente addetto scivola su un dettaglio: non potendo servire il Costa d’Amalfi, propone un Fiano d’Avellino 2012 che versa nel bicchiere senza dare il tempo di assaggiarlo. Forse un po’ di fretta e nervosismo dovuti dalla presenza del cantautore Gigi D’Alessio qualche tavolo poco distante dal mio. A parte la piccola défaillance, il pranzo si dimostra eccellente per freschezza delle materie prime, presentazione delle portate e equilibrio dei sapori.

Orecchiette con zucchine e gamberi.
Frittura di gamberi e calamari con insalatina fresca.
Crostatina al frangipane alle mandorle con crema alla pesca e al limone.

Qualche riga più sopra si accennava al paesaggio che la costiera Amalfitana offre, ovvero un quadro dalla miriade di colori. Oltre al mare, i sentieri che si espandono lungo la scogliera consentono di ammirare scenari complessi nella loro particolarità: isole sparse, scogliere frastagliate, montagne, chiese isolate e borghi a perdita d’occhio.

Lungo la strada statale, in direzione di Amalfi, dietro una curva inizia una scalinata dedicata agli escursionisti veri: 1500 gradini, circa un’ora e mezza di salita per raggiungere il piccolo borgo di Nocelle ove apprezzare l’infinito a strapiombo. Per i meno autolesionisti è consigliabile prendere il piccolo bus che parte dal centro di Positano e giunge al paesello, opzione adeguata anche per chi vuole intraprendere la bellissima “passeggiata” al Sentiero degli Dei, via calpestata in tempi andati da pastori e commercianti tra conventi, coltivazioni di limoni e panorami mozzafiato. Per saperne di più sui percorsi naturalistici circostanti, cliccate di seguito: i sentieri della Costa Amalfitana.

Spiagge paradisiache all’apparenza irraggiungibili.
Panorama dalla scalinata in direzione del borgo di Nocelle.
I colori della costiera Amalfitana.

Quando la giornata volge al termine, escursionisti e non giunti a Positano via mare sono costretti a tornare con qualche sospiro di tristezza: le corse dei traghetti non mancano ma funzionano solo a sole alto, ciò non deve portare ansia o preoccupazione agli appassionati di trekking (e delle lunghe passeggiate) poiché i porti dei borghi lungo la costa sono ben collegati sia tra loro sia con Salerno.
Riaffrontare il viaggio in direzione opposta porta il turista a riguardare lo stesso spettacolo mattiniero ma con alcune differenze: l’ora tarda e il sole dietro le montagne creano riflessi di luce che giocano con le ombre, i colori tendenti al blu rilassano la vista, la brezza marina e il cullare delle onde addolciscono lo spirito.

Tornare dalla Costiera Amalfitana può essere spiacevole ma anche incredibilmente armonioso.

Cetara durante il tramonto.